lug 10
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La politica del silenzio

Rituffarsi nella politica a luglio inoltrato non sempre è un buon affare:ci si assenta per un mese lasciando il paese in una condizione bollente,non per il clima, e si ritorna assistendo ad un falò dei valori.
I ministeri diventano il premio per gli imputati,i progetti di legge vengono presentati eliminando ogni sorta di dialogo,ma cosa ancor peggiore si percepisce nella politica un clima vittoriano vergognoso:mantenere private le nefandezze della casta in nome di una ridicola privacy.
La costituzione sancisce il diritto alla privacy ma ad essa ritengo doveroso anteporre la giustizia,poichè meglio esser eccessivamente controllati dagli organi di giustizia che esser all’oscuro delle losche trame criminali della malavita.
Il problema sta principalmente nelle menti degli italiani,poichè essi si dimostrano continuamente propensi a preferire l’apollinea soluzione del silenzio rispetto ad una verità capace di stravolgere le proprie credenze.
In attesa di una trasmutazione dei valori in nome dell’onestà e della legalità,
Andrea Vianelli