lug 10
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Sfiduciati

Ogniqualvolta un esecutivo decide di porre la fiducia circa un emendamento è a mio dire una sconfitta per la democrazia poiché un processo di omologazione intellettuale ed ideologica prende il posto del corretto confronto e dialogo parlamentare.
Con la scusa del partito unico,della larga maggioranza e della teoria del complotto,l’interlocutore o cittadino titubante circa un progetto di legge viene ingiustamente etichettato,schernito ed emarginato.
Un partito politico differisce da un’azienda in quanto il direttore dovrebbe rispettare gli interessi dei cittadini e non i propri come nel secondo caso e qualora i propri progetti incontrino un forte e sentito malcontento tra le file degli elettori sarebbe opportuno prender atto
della situazione ed apportare le dovute modifiche ridiscutendo i “punti caldi” dell’emendamento.
C’è bisogno di un paese governato da leggi volute dai cittadini,non da una casta munita di paraocchi ed isolata nelle sale di palazzo Chigi,poiché le idee migliori non vengono dalla solitudine e dall’egoismo ma piuttosto dal guardarsi attorno e dall’ascoltare chi ci circonda.
Circa il Ddl intercettazioni il commento è uno ed uno solo:vergognoso e liberticida.
La paura di esser svergognati e giustamente accusati non dovrebbe colpire chi non ha nulla da temere,ma un accurato uso di tali mezzi di investigazione dovrebbe facilitare il compito di chi si occupa della giustizia e soprattutto si considera liberale e democratico.
Si scelga quindi una via diversa da quella intrapresa finora,non emarginando chi parla fuori dal coro,poiché dall’eterogeneità del pensiero nascono migliori idee e formulazioni,indispensabili per riportare la politica ad un livello superiore.
Andrea Vianelli
Generazione Italia