lug 10
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L’ultimatum della libertà

Nelle vicende giudiziarie che vedono coinvolti molti personaggi della “casta” è d’obbligo fare alcune precisazioni circa le proclamazioni fatte riguardo alle posizioni prese dalle figure istituzionali.
La questione della legalità non è una bandiera da sventolare per guadagnare maggior consenso ma essa rappresenta un doveroso baluardo da difendere in ogni modo.
Chi aggredisce le istituzioni che credono nella legalità e nell’assoluto compito della magistratura di indagare poiché inopportune commette il serio errore di apparire eccessivamente garantista,tralasciando l’importante concezione dell’assioma “al di sopra di ogni sospetto”.
Qualora sia disposta un’indagine,il considerarla un accanimento od un attacco politico distorge l’immagine della giustizia,equa e senza pregiudizi ideologici,poiché al contrario di permettere il regolare svolgimento dell’inchiesta gli interessati accusano gli organi di giustizia di persecuzione giudiziaria.
Le dimissioni sono purtroppo considerate troppo spesso una sorta di atto eroico,di atto volontario,anche se quest’ultime dovrebbero rappresentare un gesto doveroso ma soprattutto obbligatorio.
Si abbandoni quindi la teoria del complotto che funge da alibi ad ogni inchiesta,ci si assuma invece le proprie responsabilità,lasciando la politica a chi antepone la legalità ai guadagni.
Andrea Vianelli