Summer Edition

A breve nuovi articoli di critica politica e sociale.
Temi trattati:Libertà e bavaglio,un lodo per l’impunità,politici e reati,legalità o consenso?

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Loro la chiamano pace

Hamas ed la comunità intera parlano di violenza ingiustificata su civili,pacifisti,innocenti…che dire,guardate con i vostri occhi la concezione di democrazia di queste persone che considerano forse spranghe,sedie,mazze strumenti democratici e pacifici:

A voi la sentenza

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A less superficial analysis


When it speaks of violence and of aggression towards civil it is opportune to analyze the facts in objective way and not thread-Palestinian or thread-Israeli since from a factious reading of the events they derive only mystifications and useless prejudices.
The arrival of the ship pacifist had already been seen with distrust from Israel that you/he/she had immediately set of the “stakes” around the range of this action, preventing the ship to overcome the embargo set to the strip of Gaza, but despite this who of duty if you/he/she has highly not care not respecting the Israeli dispositions of it.
As writes Flame Nerenstein: <

Before departing a woman you/he/she has declared: "We will get one of two magnificent purposes or the martyrdom or Gaza.">> the intents of the ship seemed rather ambiguous, inducing the Israeli army to the suspect.
The violence against the civilians on the other hand it is always deprecabile in how much groundless, but if do the extreme exist for speaking of legitimate defense that to do?If is suffered continuous provocations in name of a party that has as foundations the destruction of an etnia?
I again quote Nerenstein, At four o’clock in the morning, according to the first-hand testimony of Carmela Menashe, military reporter that has discovered without pity many scandals in the army, when the soldiers of the harbor have tried to go down on the ship Marmara, I/you/they have been welcomed by shots, or: There were fire weapons on the ship” of the pacifists; the soldiers that have touched the bridge have faced a lynching as that of Ramallah in which human limbs were thrown to the crowd: you are been used with enormous heat, they say the texts, iron bars, knives, gas. the soldiers have been thrown in the hold in the attempt to abduct them, or in sea. This to explain because their companions have shot. Of certain the sailors were not military, they were civil therefore: but by now in the asymmetrical war the civilians are shield human and fighting.
We are well careful therefore to throw judgments partially analyzing only the facts since from a distorted transposition of the reality they are born dangerous paradoxes.
“The sleep of the reason produces the monsters”
Andrea Vianelli

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Uno sguardo meno superficiale


Quando si parla di violenza e di aggressione nei confronti di civili è opportuno analizzare i fatti in maniera obiettiva e non filo-palestinese o filo-israeliana poichè da una lettura faziosa degli avvenimenti derivano soltanto mistificazioni ed inutili pregiudizi.
L’arrivo della nave pacifista era stato già visto con diffidenza da Israele che aveva posto immediatamente dei “paletti” circa il range di quest’azione,impedendo alla nave di superare l’embargo posto alla striscia di Gaza,ma nonostante ciò chi di dovere se n’è altamente infischiato non rispettando le disposizioni israeliane.
Come scrive Fiamma Nerenstein:<< L’organizzazione turca IHH, protagonista della vicenda, è sempre stata filo terrorista, attivamente amica degli jihadisti e di Hamas, essa stessa legata ai Fratelli Musulmani, i suoi membri ricercati e arrestati e la sua sede chiusa dai turchi stessi per possesso di armi automatiche, esplosivo, azioni violente. Ma ora poiché era sulla nave Marmara, è diventata «pacifista», come le altre varie Ong molto militanti in viaggio sulle onde del Mediterraneo. Non basta più nemmeno dichiararsi «civile»: nelle guerre odierne, anzi, l’uso dei civili come scudi umani, e anche come guerrieri di prima fila è la novità più difficile in una quantità di scenari. La divisa non separa i buoni dai cattivi: abbiamo visto l’uso delle case e delle moschee come trincee dei «civili» militarizzati; al mare non eravamo abituati, ma è un’invenzione interessante per la jihad.

Prima di partire una donna ha dichiarato: «Otterremo uno di due magnifici scopi, o il martirio o Gaza».>> gli intenti della nave sembravano piuttosto ambigui,inducendo al sospetto l’esercito israeliano.
La violenza contro i civili d’altra parte è sempre deprecabile in quanto immotivata,ma qualora esistano gli estremi per parlare di legittima difesa che fare?Qualora si subisca continue provocazioni in nome di un partito che ha come fondamenta la distruzione di un’etnia?
Cito nuovamente Nerenstein, Alle quattro di mattina, secondo la testimonianza di prima mano di Carmela Menashe, cronista militare che ha scoperto senza pietà molti scandali nell’esercito, quando i soldati della marina hanno tentato di scendere sulla nave Marmara, sono stati accolti da spari, ovvero: C’erano armi da fuoco sulla nave» dei pacifisti; i soldati che hanno toccato il ponte hanno affrontato un linciaggio come quello di Ramallah in cui membra umane furono gettate alla folla: sono state usate con foga enorme, dicono i testi, sbarre di ferro, coltelli, gas… i soldati sono stati buttati nella stiva nel tentativo di rapirli, o in mare. Questo per spiegare perché i loro compagni hanno sparato. Di certo i naviganti non erano militari, erano dunque civili: ma ormai nella guerra asimmetrica i civili sono scudo umano e combattenti.
Stiamo ben attenti quindi a tirare giudizi analizzando solo parzialmente i fatti poichè da una trasposizione distorta della realtà nascono pericolosi paradossi.
Il sonno della ragione genera i mostri
Andrea Vianelli

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La decadenza sociale va combattuta con la rinascita politica


Nella decadenza sociale che ci attanaglia in una morsa asfissiante tra i motivi alla base di quest’ultima riconosco purtroppo una forte crisi anche nella politica,in quanto essa dovrebbe essere uno “specchio” della società.
Questo misfatto può essere ovviato però,non con l’ascetismo o la noncuranza,ma semplicemente con atti riformatori volti al fine di regolare il mal costume.
Alla corruzione dobbiamo rispondere con dure misure repressive,mettendo a disposizione della legge ogni strumento possibile,ai favoritismi con riforme che permettano un controllo più severo,annullando totalmente ogni traccia di clientelismo favorendo così una vera meritocrazia.
La lista continuerebbe con illustrando molti altri punti ma credo basti per dimostrare quanti siano i “vulnera” nel sistema giuridico italiano: la maggioranza c’è,la possibilità di riformare seriamente uno stato pure,speriamo che ora ai proclami ed alle intenzioni seguano i fatti.
Andrea Vianelli

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La scomparsa della Ragion di Stato


La ragion di stato sembra ormai totalmente scomparsa in Italia poichè ad essa è subentrata la ben più conveniente ragion privata.
Nell’età ellenistica la tutela della poleis veniva al primo posto rispetto persino alla vita di privati cittadini,ne è esempio lampante l’Antigone,ora invece l’utilitarismo materialista della casta emerge,ricreando un’immagine ben delineata di un paese i cui governanti sono corrotti e corruttori.
L’aspetto più deprecabile della nostra politica è soprattutto il cambio di modelli accentuatosi negli ultimi anni,dove i Catilina prendono il posto dei Cicerone,dove l’eroicizzazione sembra colpire i normali(nei migliori dei casi) e la demonizzazione ricade su chi preferisce il dibattito al conformismo.
Siamo purtroppo arrivati ad un punto tale da dover ricordare la frase di Orwell,:< Se il centro destra preferisce quindi eliminare legalità dai propri valori si prospettano tempi bui:sollecitiamo quindi chi di dovere ad intervenire con tempestività al fine di evitare una decadenza morale e civile degna del Domiziano narrato da Tacito.
Andrea Vianelli
membro di Generazione Italia

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Solo poche parole:No Bavaglio


Solo poche parole,dense,forti ma soprattutto dirette: no a bavagli di alcun tipo.
Non mi interessa nulla della privacy qualora sia anteposta alla legalità,ne tantomeno al politically correct poichè di fronte al crimine dopo la condanna l’informazione gioca un ruolo fondamentale,permettendo così ai cittadini di conoscere la barbarie di molti personaggi alto locati.
No quindi a provvedimenti bavaglio,no a limitazioni alcune poiché noi italiani preferiamo conoscere di che mal morire piuttosto che trascorrere nell’inconsapevolezza il nostro tempo.
Andrea Vianelli
membro di Generazione Italia

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It’s time to change


In a period of strong internal instability I consider opportune to make a long reflection approximately the value of politics in the life of every single citizen, leaving from the remote times and reaching until ours.
In Ancient Greece the civil engagement for the administration of the poleis was between the noblest purposes than every citizen who pursued its aspiration with every means.
Era in fact between the prerogatives of meteco and the private slave the being of the right to vote, fundamental element in order to return a man a citizen and not more suddito.
In hellenistic age the figure of the intellectual comes gradually moved away from the political life, seppur which enjoyed friendships and favors between high “presides” of the city could participate to it.
The estromissione of the intellectual from the res publicae was to Rome instead ordinary issue, is in fact many the great retori and cultural protagonists of the empire to being esiliati (remembers the figure of Seneca son, relegated in Corsica from Claudius) or to find itself forced to Hush forced because of the imperial political climate (Tacit of is the example).
The intellectual who preached instead it I use of the culture to the aim “to put” or at least to follow the administrative line of the princeps as Quintiliano does not transmit some sign to us of “censorship” or Hush forced thanks to the esteem which it enjoyed to palace.
We live now in a period in which the intellectual, if not prostra to the ideology of the Head, an enemy is considered and he is concurred in a personal annihilation by means of that which now the more important is considered source than existing news: the mediatica net.
I find myself forced to dissent from Tacit that invited the people to a partial renunciation of the right to make politics like potestà of the citizen, in the name of a pax long-lasting and of assured a solid and sure government from the acts of the moderator guilty publicae or optimus princeps, since politics must be to the center of the life of the citizens and not be considered a world distant parallel from ours.
We participate therefore to a liberal renewal of the country, in order to transform a party sometimes too much flattened because of an exasperated leaderismo in a great party of the nation, symbol of freedom, democracy but above all public interest.
Andrea Vianelli, member of GENERAZIONE ITALIA

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Editoriale:Cambiare per la libertà


In un periodo di forte instabilità interna ritengo opportuno fare una lunga riflessione circa il valore della politica nella vita di ogni singolo cittadino,partendo dai tempi remoti e giungendo fino ai nostri.
Nella Grecia Antica l’impegno civile per l’amministrazione della poleis era tra i più nobili propositi di ogni cittadino che perseguiva la sua aspirazione con ogni mezzo.
Era infatti tra le prerogative del meteco e dello schiavo l’essere privati del diritto di voto,elemento fondamentale per rendere un uomo un cittadino e non più un suddito.
In età ellenistica la figura dell’intellettuale viene gradualmente allontanata dalla vita politica,seppur coloro che godevano di amicizie e favori tra gli alti “prelati” della città potessero partecipare ad essa.
L’estromissione dell’intellettuale dalla res publicae era a Roma invece questione ordinaria,sono infatti molti i grandi retori e protagonisti culturali dell’impero ad essere stati esiliati(ricordiamo la figura di Seneca figlio,relegato in Corsica da Claudio) od a trovarsi costretti ad un silenzio forzato a causa del clima politico imperiale(Tacito ne è l’esempio).
L’intellettuale che predicava invece l’utilizzo della cultura al fine di “appoggiare” o perlomeno seguire la linea amministrativa del princeps come Quintiliano non ci trasmette alcun segnale di “censura” o silenzio forzato grazie alla stima di cui godeva a palazzo.
Viviamo ora in un periodo in cui l’intellettuale,se non si prostra all’ideologia del Capo,viene considerato un nemico e si concorre in un annichilimento personale mediante quella che ora viene considerata la più importante fonte di notizia esistente: la rete mediatica.
Mi trovo costretto a dissentire da un Tacito che invitava il popolo ad una parziale rinuncia del diritto di far politica come potestà del cittadino,in nome di una pax duratura e di un governo saldo e sicuro assicurato dall’operato del moderator rei publicae o optimus princeps ,poiché la politica deve essere al centro della vita dei cittadini e non esser considerata un mondo parallelo distante dal nostro.
Partecipiamo quindi ad un rinnovamento liberale del paese,per trasformare un partito talvolta troppo appiattito a causa di un leaderismo esasperato in un grande partito della nazione,simbolo di libertà,democrazia ma soprattutto interesse pubblico.
Andrea Vianelli,
membro di Generazione Italia

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La libertà non appartiene ad una fazione

Libertà,una breve parola dai grandi significati.

Ultimamente libertà è una parola che si sente spesso ascoltando molti portavoce ma l’oralità di tale annunci non si concretizza in una pragmaticità che,doverosamente,dovrebbe seguire ai proclami.
Sembrerebbe invece che la libertà di dissenso venga attribuita alla sinistra,etichettando chi preferisce ragionare piuttosto che annuire ciecamente da bravo “yesman”.
Non cadiamo in questi errori:conservatore non significa passivo,anzi,è il dissenso a rinforzare un vero partito,abolirlo significherebbe instaurare una dittatura della maggioranza incapace di accogliere quella pluralità dei consensi che fa bella la democrazia.
Andrea Vianelli

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